Come creare un blog: la mia esperienza

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Sei in cerca di un esempio di blog da cui prendere spunto per creare il tuo? Oppure vuoi un esempio per capire come creare un blog? Oggi ti racconto come ho creato il mio blog che parla di casa, organizzazione e convivenza.

Se hai voglia di aprire un blog in cui parlare di arredamento, casa, interior design e vita di coppia, beh, allora puoi leggere questo articolo e avrai un esempio da cui prendere spunto. Online esistono milioni e milioni di guide, contenuti e tutorial per aprire un blog, ma con questa rubrica “Come fare per…blog” voglio parlare proprio a te: una donna che ama la propria casa, l’arredamento e che ha tanta voglia di raccontare le proprie passioni. Magari anche qualcosa di personale sulla propria vita di coppia o familiare.

Se ti ritrovi in questa descrizione allora vieni con me e scopriamo insieme come ho aperto un blog e come tu potresti aprire il tuo!

Come creare un blog di casa e arredamento: la mia esperienza

Se hai letto la pagina chi sono già lo saprai: l’idea di aprire un blog l’ho tenuta nascosta in un angolo polveroso della mia mente per una vita. Nel frattempo ho fatto esperienza, scrivendo per riviste e blog (di altri, perché esporsi d’altra parte…all’epoca avevo voglia di mettere le mani in pasta, diciamo), studiando e diventando una piccola SEO Junior.

Poi un giorno ho fatto uscire quell’idea dalla mia mente e l’ho trasformata in realtà – piccola anche questa, ma per me di grande valore. Ho aperto il mio blog, questo.

Oggi ti racconto quello che ho imparato, per permetterti di aprire il tuo blog in cui parlare di arredamento e interior desing.

Aprire un blog: l’idea

Prima di aprire il blog mi sono dovuta far venire un’idea. La volontà di aprire un blog l’avevo in testa da una vita, ma di cosa avrei parlato? La voglia di raccontare qualcosa che faccia parte della mia vita quotidiana c’era, ma tutte idee che mi venivano erano poco sostenibili:

  • Parlare dell’Università: ok e quando la finirò di cosa scriverò?
  • Parlare del viaggio di 6 mesi in Colombia: ok, ma sono solo 6 mesi. E quando tornerò in Italia?
  • Parlare di crescita, dall’adolescenza alla fase adulta: ok, bello. Ma ho davvero qualcosa da dire di utile a riguardo, o solo tante idee in testa?

Alla fine l’idea giusta è arrivata in uno dei momenti più caotici della mia vita: subito dopo la quarantena, quando in fretta e furia io e il mio ragazzo (Luca) abbiamo deciso di andare a vivere insieme. Ci ho pensato bene: negli ultimi anni ho cambiato tante, tante, tante case. Sono una persona che tende ad essere organizzata, senza farne una mania. E a breve sarei andata a convivere, argomento di cui sul web trovavo poco.

Bene. Eccola la mia nicchia: organizzare casa per la vita di coppia. Eh? Bello eh? Bello sì, mi convince ancora. Magari fra 6 mesi non avrò più nulla da dire a riguardo, ma andiamo avanti.

In questa prima fase avevo un po’ di confusione in testa: l’idea c’era ma il coraggio no. Sapevo che tanta parte di me voleva aprire questo blog, ma non sapevo se l’avrei fatto davvero. Ecco perché non ho seguito il “percorso standard” dalla strategia alla scrittura degli articoli. Ho scelto di seguire quello che si direbbe il flow dei miei pensieri e sensazioni, facendo diventare pian piano quest’idea in realtà.

Non sei obbligata a seguire il mio percorso, ognuno ha il suo ed è giusto che sia personale. Ma se vuoi aprire un blog di casa, design e arredamento leggi questa rubrica, perché potrai trovarci tante idee e spunti utili – avrei tanto voluto averla io!

Aprire un blog: dal tema ai temi

Una volta scelta la mia nicchia e il tema principale del blog mi sono dovuta fare un’idea di quali sarebbero stati i temi di cui avrei voluto parlare all’interno del blog. Banalmente, i titoli degli articoli.

In questa prima fase stavo ascoltando i miei desideri ho lasciato per un attimo da parte il pubblico a cui avrei voluto parlare, per capire se quest’idea sarebbe potuta diventare reale e palpabile.

Ho preso carta e penna e ho tracciato due colonne su un foglio:

  1. Cosa avrei voluto trovare online quando stavo andando a convivere
  2. Di cosa vorrei parlare

Nella prima colonna ho raccolto tutte quelle tematiche che da utente e potenziale lettrice del mio blog avrei voluto leggere, nella seconda altri temi che mi sarebbero interessati. Ok, fantastico, ho la mia “lista di cose che vorrei scrivere”. Sì, ci siamo. Sì, davvero posso aprire questo blog. Andiamo.

(Te lo anticipo già: tutto quello che avevo scritto nella seconda colonna è ancora lì, non ci ho ancora scritto nemmeno mezzo articolo, nemmeno due righe. E intanto la lista si sta allungando.)

Poi sono passata alla fase 2, quella di analisi. Con la raccolta dei temi non avevo finito, quindi la riprenderemo più avanti.

Creare un blog: analisi e strategia

Prima di creare davvero il blog in cui avrei parlato di casa, organizzazione e convivenza, ho fatto tanta analisi. Considera che l’idea del blog mi è venuta a giugno 2020 e che l’ho aperto solo il 1 settembre: cosa ho fatto in quei tre mesi? Analisi e strategia, ovvero tutto quello che ti sto raccontando in questo articolo.

Le cose belle richiedono tempo.

L’analisi delle personas: a chi voglio parlare?

Di nuovo prendiamo carta e penna – in realtà ho preso un file di Google Docs per avere tutto ordinato in una cartella Drive – e scriviamo. Cosa scriviamo? Quali sono le nostre personas, ovvero quali sono i lettori o le lettrici ideali che potrebbero leggere questo blog.

Mi sono immaginata due ragazze diverse, con passioni diverse e fasi della vita differenti. Vediamole – se sono stata brava ad individuarle potresti riconoscerti in queste!

Laura

25 anni, appassionata di organizzazione; usa molto i blog, Instagram e Pinterest per raccogliere idee. Di cosa ha bisogno? consigli e spunti, cerca persone di cui fidarsi

Cecilia

30 anni, sta cambiando casa; avrà bisogno di riorganizzare l’armadio suo e del suo compagno; è in cerca di altri spunti per la casa; ama viaggiare.

Le personas, in particolare nella fase iniziale del progetto, potrebbero essere completamente sbagliate. Ogni 6 mesi andrò a revisionarle a partire dai dati che ho sulle persone che seguono questo blog – già dopo 2 mesi mi sono resa conto che molte di voi lettrici hanno caratteristiche simili a quelle delle personas che avevo individuato, ma ci sono anche tanti elementi in più che dovrei aggiungere.

Come so chi siete? Perché sul blog ho installato Google Analytics, che mi serve a vedere chi e quando entra nel blog, quali pagine legge, quali articoli sono più interessanti. Ovviamente non ho né nome né cognome né tanto meno indirizzi di casa, ma qualche dato che mi fa capire: che età avete, in che zona d’Italia vivete, quali sono i vostri interessi principali.

Ad ogni modo, lo strumento – anzi, il canale – che mi permette di conoscervi davvero è Instagram: so che tra voi ci sarà qualche ragazza con cui mi sono sentita in DM. Ecco, credo che per aprire un blog e sapere con chi stai parlando, l’ideale sia farlo davvero. Avere un canale con cui confrontarti con delle persone vere – e non delle personas o dei target – creare amicizie, confrontarsi davvero con donne e ragazze con cui condividi interessi e passioni.

Se vuoi aprire un blog di casa e arredamento dovresti pensarci: quanto importante è per te avere un dialogo diretto con le tue lettrici e farle diventare molto di più che semplici lettrici? In questa manciata di mesi ho già conosciuto tante tante tante ragazze e donne interessanti, intelligenti e amiche, che altrimenti non avrei potuto conoscere. E ascoltandole mi è venuta in mente l’idea di questa rubrica – di cui dobbiamo ringraziare loro.

L’analisi delle parole chiave per un blog di casa, organizzazione e convivenza

La SEO mi insegna che l’analisi delle parole chiave è fondamentale. Ecco perché, scelto il tema, selezionato le tematiche principali e individuate le persone a cui avrei voluto parlare ho fatto un’analisi delle parole chiave tutta dedicata al blog.

Cosa significa fare l’analisi delle parole chiave per un blog? Andare a studiare e analizzare come cercano le persone sul web. Per farla ho utilizzato strumenti a pagamento come SemRush e SeoZoom, ma se vuoi fare un’analisi gratuita puoi utilizzare Answerthepublic.

In pratica basta partire da una parola chiave principale (nel mio caso ho preso le tematiche di cui avrei voluto parlare), inserirla nello strumento e analizzare quello che ci propone: tante parole chiave che possono essere correlate o sostitutive a quella di partenza. Ecco che ho trovato tanti tanti tanti spunti per realizzare gli articoli per il mio blog, proprio a partire dalle domande che le persone rivolgono a Google.

Per esempio, sapevo che avrei voluto parlare di vita di coppia e convivenza. Ho inserito “vita di coppia” negli strumenti e mi sono salvata tutte le parole chiave che sono emerse, poi ho ripetuto la stessa cosa con “convivenza”. Una volta fatto ho avuto una lista di circa 35 parole chiave, che poi sono andata a categorizzare in diversi articoli. Ed il gioco è fatto!

Nome, logo, palette, font

Ok, era arrivata l’ora di scegliere un nome per il mio blog. Sono una tipa abbastanza decisa, quindi il nome mi è venuto in mente in 2/3 giorni. Vuoi scoprire perché “Loquacemente”? Leggi la pagina dedicata.

Dopo aver scelto il nome ho verificato che il dominio fosse libero e mi sono data alla selezione della palette di colori. Anche a riguardo non ho mai avuto particolare esperienza, quindi ho cercato online un po’ di strumenti e alla fine ho scoperto coolors. Una volta scelta la palette ho guardato milioni e milioni di video su YouTube per capire come fare un logo e come scegliere il font. Ci sono riuscita? Non so! Ma ho fatto del mio meglio usando canva.

Canali: strategia social per un blog

Esperienza di social ne ho avuta, ma poca poca. Ho aperto un profilo Instagram il 1 agosto, un mese prima di aprire il blog, per iniziare a far crescere un pochino la mia audience. Volevo testare l’interesse delle persone e iniziare a raccogliere delle lettrici interessate al blog.

Oggi ci sto ancora lavorando!

Come aprire un sito con WordPress: il mio esempio

Ho scelto di aprire questo blog con WordPress perché è lo strumento che conosco meglio. So già dove mettere le mani, come lavorarci e, anche se non posso ritenermi la più esperta, so come muovermi.

Volevo un dominio che fosse mio e di proprietà di nessun altro, ecco perché l’ho comprato. Rispetto all’hosting ho scelto un hosting che sia attento all’ambiente, Easytravelhosting. In tutto ho speso circa 50 euro per un anno. Ti consiglio vivamente di utilizzare questo hosting perché non inquina e, soprattutto, le persone che ci stanno dietro sono delle gran belle teste e sono super disponibili ad aiutarti. Anche se avrai dubbi a livello tecnico potrai sempre contare su di loro!

Una volta attivato il sito era giunta l’ora di metterci le mani: un mese prima di mandare online il sito ho iniziato a creare le pagine categoria, gli articoli, a gestire il tema, le immagini e gli aspetti tecnici di un sito. Con WordPress è facile, ci sono molti temi gratuiti e semplici da impostare e un miliardo di plugin perfetti per i blog E dopo tanto duro lavoro è giunto il 1 settembre: la messa online. Oggi il blog è ancora piccolo piccolo ma sento e vedo che sta crescendo (sì, perché non bisogna mai smettere di fare analisi) e sono sicura che, con un po’ di tempo e di sforzi, riuscirai anche tu a coronare questo sogno.

Se vuoi aprire il tuo blog e scoprire tutti i trucchetti tecnici per gestire un blog, fare un’analisi keyword dettagliata, scegliere il nome e tanto altro leggi tutta la rubrica.

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