Andare a convivere a 25 anni: consigli

Andare a convivere a 25 anni

Andare a convivere a 25 anni: la tua migliore amica pensa che sia un grande passo, la nonna dice che è troppo presto, gli amici ti guardano come se fossi già vecchia e i tuoi sono d’accordo…ma il matrimonio?

Fermati. Rifletti. Ecco una serie di consigli e suggerimenti, dati da una che a 25 anni è andata a convivere con gioia e senza rimpianti!

Andare a convivere a 25 anni: la mia esperienza

Beh, quelli che facevo prima non sono esempi messi lì a caso…ma sono tratti da una storia vera! Dopo un anno dal nostro primo incontro abbiamo deciso di andare a convivere e le reazioni delle persone che ci circondano sono state, diciamo, particolari.

Molti amici e parenti ancora non conoscevano il mio ragazzo e, come credo sia normale, mi hanno esposto i loro dubbi. Io ho esposto loro le mie ragioni.

Mi correggo: alcuni amici e parenti hanno esposto i loro dubbi, molti mi hanno fatto un grosso in bocca al lupo e vai, che la vita è tua!

Su quest’onda, lungi dal pretendere di “essere nel giusto”, mi sono ricordata che il passo, in primis, l’avremmo fatto noi. Sì, è giusto ascoltare chi ci vuole bene, ma è altrettanto corretto assumerci le nostre responsabilità.

Un passo alla volta…partiamo dalle origini e dai nostri motivi

Nel nostro primo anno di relazione abbiamo avuto la fortuna di essere entrambi in una città nuova, lontano dalla famiglia e dagli amici. Siamo stati l’uno la famiglia e gli amici dell’altro e abbiamo passato molto tempo insieme nelle rispettive case. Ci siamo conosciuti in modo piuttosto profondo e abbiamo imparato ad accettare anche quei piccoli difetti dell’altro – tipo il mio disordine cronico, ma questo è un altro argomento.

Poi è scoppiato tutto: avevo voglia di cambiare lavoro e di andare via da quella città, quella in cui ci eravamo conosciuti e in cui mi ero trasferita per lavoro, quella in cui lui avrebbe continuato a vivere per lavoro. Ecco come abbiamo iniziato una relazione a distanza.

Risultato? Dopo neanche 2 mesi abbiamo iniziato ad immaginare, nel nostro futuro, la convivenza. Che è arrivata molto prima di quanto immaginassimo. Sì, perché è scoppiata la pandemia e ci siamo trovati a fare la quarantena a 418 km l’uno dall’altra. Una pura follia.

Proprio qui, in questo momento, il fato ha fatto il suo fiorino: permetterci di ritrovarci nella stessa città, alle migliori condizioni. Nel mio nuovo lavoro si è iniziato a vociferare di lavoro agile, nel suo pure. Per motivi logistici lui non si sarebbe potuto muovere dalla città in cui ci siamo conosciuti, quindi…mi sarei spostata io. Sorpresa? Ero solo felice di tornare a stare in quella città da cui ero scappata, perché ora avevamo un obiettivo in comune. Io avevo 25 anni e lui 26 e non ci è sembrato né troppo presto né troppo tardi. Non che il momento “fosse quello giusto”, siamo noi che rendiamo un evento giusto per il momento in cui siamo. E quindi, ci siamo lanciati con i primi passi.

Ne ho parlato con i miei superiori – il mio superiore, in realtà, una delle persone amiche che ha accolto con più gioia questa novità – che mi ha detto “Giulia, la vita privata viene prima di quella lavorativa. Prendi le tue decisioni in totale libertà, saremo noi ad adattarci alle tue scelte”. Amore. Beh? Partiamo!

Ebbene, a giugno abbiamo iniziato a cercare casa, a luglio l’abbiamo trovata, ad agosto siamo entrati. Ora è settembre e tutto fila come l’olio. Per la maggior parte del tempo lavoriamo entrambi da casa e passare 24 ore al giorno insieme non è sempre facile. Ma sappiamo ritagliarci i nostri spazi e non potrei essere più felice.

Andare a convivere a 25 anni suggerimenti

Ecco 7 consigli per andare a convivere

Tutto molto bello, ma che consigli posso dare a te che stai leggendo questo blog e che stai valutando se andare a convivere o no?

Ecco qualche cosa che ho imparato quando ero nei tuoi panni!

  • Convivenza: cosa significa per te?

Andare a convivere è un grande passo. Ma cosa significa per te “andare a convivere a 25 anni”? Se passi metà della tua settimana a dormire a casa sua e trascorrete molto tempo insieme a fare la spesa, la lavatrice, le pulizie, uscire con gli amici e andare a dormire insieme, probabilmente, state già – quasi – convivendo. Devi solo cambiare casa, decidere se andare in affitto o aprire un mutuo, fare il trasloco e goderti la vostra nuova dimora. No?

Pensa molto bene a cosa significhi per te andare a convivere e cosa potrebbe comportare. Solo così saprai se avrà senso andare a convivere, anche se a 25 anni (o meno!) potrebbe sembrare, per qualcuno, un po’ prestino.

  • Parlate

Parlate della vostra idea di convivenza: immaginatevi il futuro insieme, cosa vorreste nella casa, cosa non vorreste, come vi piacerebbe distribuire gli spazi, il parcheggio/garage, la tv, l’armadio. Sognate cosa farete le sere, nei fine settimana, in quelli di pioggia, chi farà la colazione e come sarà il risveglio. Lui non sopporta l’idea della vasca? Tu vuoi che ci siano due bagni e la lavastoviglie? 100 mq vi sembrano troppi? Beh, forse dovreste immaginare come sarà fare le pulizie. Ah, a pro posito, come vi suddividerete i compiti?

Ecco un esempio: io odio lavare i piatti. Lui non sopporta l’aspirapolvere. Così abbiamo deciso che sono io quella che si occupa di aspirare i pavimenti, mentre lui quello che gestisce la pulizia delle stoviglie. E funziona!

Prima di iniziare a guardarci intorno abbiamo parlato molto dei nostri desiderata per la casa nuova e abbiamo fatto una lista:

-posto auto
-tra i 60 e i 75 mq
-terrazzo e/o giardino
-budget massimo di x cifre (mica posso dirti tutto tutto tutto, no?
-una camera matrimoniale
-cantina e/o ripostiglio
-localizzazione: in centro e non troppo distante dalla stazione
-in affitto con cedolare secca

Grazie a questa base di partenza siamo riusciti ad escludere tutti quegli appartamenti che non ci interessavano, velocizzando il processo. Ti consiglio di fare lo stesso!

andare a vivere insieme a 25 anni
  • Ricorda che si tratta di una decisione comune

La convivenza può essere vista come l’inizio di un progetto comune o come un ostacolo ad un progetto personale – in alcuni casi.

Non dimenticare che ognuno ha i suoi tempi e le sue esigenze: la convivenza potrebbe essere un tuo desiderio profondo, ma che lui non condivide. Magari ha ancora bisogno di godersi quegli ultimi anni da universitario (anche se ormai lavora da un po’!), con i coinquilini, i calzini sporchi che il suo amico ha lasciato sul divano e i sabati sera di festini in casa. Ok, è vero, questo è un luogo comune bello e buono, ma rende l’idea, no?

La convivenza è un grande passo che scombina gli equilibri creati. Parlatene apertamente e fate una lista dei pro e dei contro. Prova a raccontagli la convivenza come una tappa intermedia, a cui non segue per forza il matrimonio: si tratta di un’esperienza che mette alla prova una coppia, ma potrete continuare ad invitare gli amici il sabato sera, fare festa a casa, potrà continuare ad avere i suoi spazi e tu i tuoi…insomma, la vostra vita cambierà in meglio perché la starete condividendo al 100%. Cerca comunque di essere consapevole del fatto che non c’è fretta, potete anche aspettare un po’. Sii aperta all’ascolto.

  • Parliamo di soldi

Sei ancora all’Università, lavori come commessa nei fine settimana e da parte avete sì e no 5.000 euro? Ecco, allora non andate a convivere.

Prendere casa insieme, anche se in affitto e già arredata, costa. Potrebbe mancare la lavatrice. Potrebbe servirvi l’aspirapolvere. Il mocio. Il servizio di piatti. E il microonde?

Prima di andare a convivere fatevi 4 conti: a 25 anni potreste non avere da parte quella base minima di risparmi che vi permetterà di fare il grande passo in serenità.

Ma che risparmi dovreste avere? Ed entrate? Dipende. Se volete andare in affitto allora potreste avere da parte anche 15 mila euro in due e poi cercare di risparmiare il 90% di quello che guadagnate lavorando. Già con 30 mila euro da parte potreste essere più tranquilli. Se, invece, volete aprire un muto, allora dipende dall’ammontare del mutuo e dalla durata dei vostri contratti di lavoro.

Suggerimento: se non hai i soldi, aspetta. Non chiedere in prestito dei soldi ai tuoi o ai suoi. Magari lo farebbero anche volentieri, ma il passo è vostro e non loro. Piuttosto, se proprio vogliono contribuire, fatevi regalare la tv o un bel set di lenzuola e asciugamani. Tutto fa brodo!

Vuoi capire quanto costa andare a convivere? Leggi il mio articolo sulle spese di coppia, per calcolare le vostre!

Andare a convivere: parlare di soldi
  • Parlate di soldi

Fatelo, ora. Mettetevi a tavolino con carta e penna e scrivete una lista delle-cose-economiche: quanti soldi potete spendere a testa per affitto o mutuo? Budget per eventuali elettrodomestici, materasso, stoviglie? Quanto prevedete di spendere in bollette e spese fisse? Quanto in spese accessorie come la pizza con gli amici, una birretta in più, il cinema?

Fissate insieme un budget massimo e cercate di non superarlo: in questo modo ogni mese riuscirete a mettere da parte un po’ di soldi, per fare quel viaggio che desiderate da tanto. Dovete essere quasi maniacali nel controllare le spese.

A fine chiacchierata avrete chiaro quale sarà il vostro trampolino di lancio e quali saranno le fatiche o rinunce che dovrete fare.

Spoiler: sono una grande sostenitrice delle liste, ma te lo prometto, funzionano sempre. Anche se credi di ricordare tutto devi ammettere che la memoria umana non è infinita! Inoltre, avere le cose scritte bianco su nero, ti aiuterà a prenderne consapevolezza e a visualizzare il tuo grande sogno, per farti assaporare ancor di più tutti i momenti precedenti alla convivenza.

  • Raccontalo ad amici e parenti per quello che è

Se hai voglia di annunciarlo ad amici e parenti di fronte ad una tavolata in un ristorante stellato, fai pure. Ma il mio consiglio è quello di raccontarlo per quello che è: un passo di coppia, che vi rende felici e che, speriate, renda felici anche le persone che vi vogliono bene. Fine.

Sì, è vero, non è così comune trovare dei venticinquenni che vanno a convivere, quindi aspettati che molto amici ti guardano con occhi da pesce ma-come-cosa-stai-dicendo: non sentirti colpevole. Ognuno è nella propria fase di vita, c’è chi vuole restare dov’è perché ci sta bene e chi vede un futuro diverso. Vanno bene entrambe, non giudicarti e non giudicare.

I tuoi amici non smetteranno di uscire con te perché convivi e tu non smetterai di andare in discoteca e fare le 4 del mattino. Sono una forte sostenitrice dell’idea che fidanzarsi, sposarsi, andare a vivere insieme, fare figli e invecchiare insieme non sia la strada giusta per tutti. C’è anche chi non vuole questa vita ed è giusto così. E magari, a venticinque anni, c’è anche chi non ha ancora deciso cosa fare del suo futuro e non c’è alcuna fretta che lo capisca.

  • Prevedi dei momenti tutti per te

…così anche lui si gode i suoi.
La mattina ti piace fare le cose con calma? Svegliati prima di lui e ritagliati una mezz’ora da sola a fare yoga, meditare, leggere, fare il caffè o semplicemente stare in divano a rilassarti. Quando passi tanto tempo con una persona, per quanto l’amore sia forte e la complicità intensa, avrai bisogno dei tuoi momenti. Trovali.

Non rinunciare ad una giro in centro con le amiche e lascia al tuo partner il tempo per dedicarsi a se stesso e alle sue passioni. Non dovete fare tutto insieme!

  • Bonus

Consiglio bonus: sii libera di sbagliare, nessuno è perfetto. Non sai quante volte brucio quello che sto cucinando o lascio il bagno in disordine (sì, il mio ragazzo è un perfettino). Non importa, voglio dire…capita. Così come capita di fare qualche piccolo litigio in più o di discutere per la spesa. Si tratta solo di abitudine.
Non farti prendere dalla paura, la convivenza è bella. Sì, anche difficile, ma ne vale la pena, davvero.

In bocca al lupo! Hai qualche dubbio o domanda o vuoi raccontarmi il tuo percorso? Scrivimi! Sarò felice di risponderti e, magari, di aiutarti.

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